Itinerario giorno per giorno
1
Italia – Ulan Bator
Partenza dall’Italia con volo con scalo per Ulan Bator. Pernottamento a bordo.
2Ulan Bator
Arrivo di buon mattino a Ulan Bator, capitale in costante evoluzione, dove l’eredità del passato nomade si intreccia con le dinamiche della contemporaneità. La città si rivela come un affascinante mosaico: avveniristici edifici in vetro e acciaio si affiancano a severe architetture di epoca sovietica, mentre nelle aree periferiche sopravvivono le tradizionali ger, le tende circolari che rappresentano il cuore dell’identità mongola. Passeggiando per sue le strade, si viene colpiti da una vivace varietà umana e culturale: donne avvolte in abiti tradizionali dai colori intensi, giovani monaci che si dirigono con passo discreto verso i monasteri buddhisti, famiglie e uomini d’affari che incarnano il volto moderno del Paese. La giornata è dedicata alla scoperta dei luoghi più emblematici della città. La visita al National Museum è un’immersione completa nella storia e nelle tradizioni della Mongolia: reperti archeologici, costumi tradizionali, strumenti della vita quotidiana e manufatti artistici, raccontano secoli di civiltà nomade, dalle origini fino all’epoca contemporanea. Imperdibile la tappa alla Piazza Sukhbaatar, cuore simbolico e politico di Ulan Bator, dominata dagli edifici istituzionali e intitolata all’eroe della rivoluzione che guidò il Paese verso l’indipendenza, luogo di ritrovo e palcoscenico della vita cittadina. Sistemazione in albergo.
Trattamento: Pranzo e cena
3Ulan Bator – Bayangobi
Al risveglio, partenza in direzione di Bayangobi, la regione più settentrionale del deserto del Gobi, dove ambienti molto diversi convivono in perfetto equilibrio. Man mano che ci si allontana dalle aree urbane, la natura si esprime in tutta la sua varietà: morbide dune di sabbia si alternano a colline rocciose scolpite dal vento, steppe erbose e vaste praterie che mutano colore con il passare delle ore e delle stagioni. La regione è abitata da famiglie nomadi che mantengono uno stile di vita ancestrale, vivendo nelle ger e dedicandosi all’allevamento di cavalli, cammelli, yak e capre. La loro esistenza è scandita dai ritmi della natura e dagli spostamenti stagionali alla ricerca di pascoli, in pieno rispetto dell’ambiente circostante. Nonostante le condizioni di vita siano essenziali, l’ospitalità è sincera e spontanea, espressione di una cultura basata sulla condivisione e sul legame con le tradizioni tramandate di generazione in generazione. Durante la giornata avremo l’occasione di fare visita a una di queste famiglie, un momento per entrare in contatto diretto con usanze, gesti quotidiani e racconti di un popolo che ha fatto della natura la propria casa e della semplicità una ricchezza. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
Trattamento: pensione completa
4Bayangobi – Kharkhorin
Meta odierna sarà Kharkhorin, luogo cardine della storia mongola e simbolo dell’antico splendore imperiale. Questo sito, immerso nella vasta valle dell’Orkhon, è legato alle origini e all’ascesa della Paese. Qui sorgeva infatti Karakorum, la leggendaria capitale del Grande Impero Mongolo, centro politico, commerciale e culturale di un dominio che, nel XIII secolo, si estendeva dall’Europa orientale fino all’Asia orientale, collegando mondi e civiltà lontani tra loro. Crocevia di mercanti, ambasciatori e viaggiatori, Karakorum ne rappresentava il cuore pulsante. Sebbene la capitale venne trasferita a Pechino nel XIV secolo per volere di Khubilai Khaan, l’area di Kharkhorin ha conservato nei secoli un’aura solenne e carica di memoria. Qui visiteremo il Monastero di Erdene Zuu, antico e imponente complesso buddista. Fondato nel 1586 da Avtai Sain Khaan, discendente diretto di Gengis Khaan, il monastero sorge proprio sulle rovine dell’antica Karakorum, riutilizzando parte delle pietre dell’antica capitale. Il complesso è circondato da una suggestiva cinta muraria ornata da 108 stupa, numero sacro nel buddismo che simboleggia la completezza spirituale e il percorso verso l’illuminazione. All’interno delle mura si trovano templi riccamente decorati, statue sacre, affreschi e testimonianze di una tradizione religiosa toccata da periodi di grande splendore, ma anche di dura repressione. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
Trattamento: pensione completa
5Kharkhorin – Complesso di Ongi
Si prosegue verso sud, entrando gradualmente in un ambiente sempre più arido e remoto, dove i colori della steppa lasciano spazio alle tonalità ocra e sabbiose del semideserto. Il tragitto attraversa vasti spazi punteggiati da colline brulle e pianure. L’ampiezza degli orizzonti accompagna il viaggio fino a raggiungere il Complesso di Ongi, un tempo tra i più importanti centri religiosi del buddhismo mongolo. Esso comprendeva in origine due grandi monasteri principali, Barlim Khiid e Khutagt Khiid, fondati nel 1660, affiancati da numerosi templi minori ed edifici religiosi. Vi erano inoltre alloggi per i monaci, scuole f ilosofiche dedicate allo studio dei testi sacri, spazi cerimoniali e aree di meditazione, distribuiti lungo le rive del fiume Ongi. Questo corso d’acqua, raro e prezioso nel contesto desertico circostante, ha reso possibile per secoli la vita monastica, sostenendo non solo la comunità religiosa ma anche le attività quotidiane e agricole necessarie alla sopravvivenza. Durante le purghe staliniane, negli anni Trenta del Novecento, il complesso fu quasi completamente distrutto: templi rasi al suolo, monaci perseguitati e un patrimonio cancellato in pochi anni. Per decenni Ongi rimase in stato di abbandono ma, con la f ine del regime socialista e il ritorno alla libertà religiosa, è iniziato un lungo e paziente programma di recupero. Alcuni templi sono stati restaurati o ricostruiti, e una piccola comunità monastica è tornata a vivere e pregare in questo luogo sacro, rendendo il complesso un simbolo della rinascita del buddhismo in Mongolia. Oggi, le antiche rovine e le nuove strutture convivono armoniosamente, offrendo al visitatore un racconto di resilienza e continuità culturale. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
Trattamento: pensione completa
6Complesso di Ongi – Bajanzag
La giornata si apre da uno dei siti più celebri del deserto del Gobi: Bajanzag, noto anche come Flaming Cliffs. Un luogo che colpisce per le sue formazioni rocciose, modellate dall’erosione e caratterizzate da intense tonalità di rosso, arancione e ocra. Le scogliere risalgono a un periodo compreso tra i 60 e i 70 milioni di anni fa, quando quest’area era popolata da dinosauri e attraversata da antichi corsi d’acqua, e rappresentano oggi uno dei siti paleontologici tra i più affascinanti. È proprio qui che, negli anni Venti del Novecento, furono rinvenute le prime uova di dinosauro fossilizzate, un evento epocale che rivoluzionò la comprensione della riproduzione dei dinosauri e aprì una nuova era negli studi sulla preistoria. Camminando tra le pareti rocciose scolpite dal vento e dal tempo, tra canyon, pinnacoli e le rare foreste di saxaul, piante fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema desertico, si ha la sensazione di attraversare un paesaggio primordiale. Ogni passo restituisce la percezione profonda del tempo geologico e della forza degli elementi naturali. Al tramonto, Bajanzag rivela il suo volto più suggestivo: la luce calda del sole calante accende le scogliere di colori infuocati, trasformando il paesaggio in una tavolozza di sfumature ardenti. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
Trattamento: pensione completa
7Bajanzag – Dune di Khongor
Il viaggio prosegue verso un altro splendido scenario, quello offerto dalle dune di Khongor. Questa maestosa distesa sabbiosa si estende per oltre 180 chilometri, con creste che possono superare i 300 metri. Le dune si innalzano come onde gigantesche, modellate incessantemente dal vento, creando un paesaggio sempre mutevole. Il vento che scivola tra i granelli di sabbia genera un suono profondo e vibrante, quasi un mormorio o un canto grave, da cui deriva il suggestivo soprannome di “dune cantanti”. Questo fenomeno naturale, udibile soprattutto nelle giornate ventose o durante la discesa lungo i pendii sabbiosi, contribuisce a rendere l’esperienza ancora più suggestiva. Camminare tra queste forme sinuose, salire lentamente verso le creste e osservare l’infinita distesa dorata che si perde all’orizzonte regala una sensazione di totale immersione nella natura, in un ambiente primordiale. Ai piedi delle dune, dove l’acqua sotterranea affiora dando vita a piccole aree verdi, si trovano accampamenti di famiglie nomadi. Qui, un incontro con un allevatore locale offre l’opportunità di conoscere più da vicino i cammelli della Battriana, animali robusti e affascinanti, riconoscibili per le due gobbe e perfettamente adattati alle condizioni estreme del deserto. Resistenti alle forti escursioni termiche e capaci di percorrere lunghe distanze, rappresentano da secoli una risorsa fondamentale per la popolazione e sono divenuti il simbolo indiscusso di questa regione. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
Trattamento: pensione completa
8Dune di Khongor – Valle dello Yol
Il paesaggio muta ancora una volta, rivelando uno dei contrasti più inattesi dell’intero viaggio nel deserto del Gobi. Si raggiunge la Valle dello Yol, conosciuta anche come Yolyn Am, uno stretto canyon scavato nei monti Zuun Saikhan. Qui, in netta opposizione con l’aridità circostante, un fiume ghiacciato scorre per gran parte dell’anno, rimanendo spesso congelato persino nei mesi estivi. La valle, incassata tra alte pareti rocciose, è infatti raramente esposta alla luce diretta del sole, dando origine a un microclima fresco e umido, che permette la sopravvivenza di una flora e di una fauna insolite per un contesto desertico. Tra i prati e le zone ombreggiate si possono osservare piante rare, uccelli rapaci e, con un po’ di fortuna, stambecchi e altre specie adattate a questo ambiente. Un trekking all’interno della valle, ci farà immergere in uno scenario in cui la forza della natura si manifesta attraverso il dialogo sorprendente tra gli elementi. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
Trattamento: pensione completa
9Valle dello Yol – Tsagaan Suvarga
Si lascia il Gobi meridionale alla volta di Tsagaan Suvarga, un’imponente scarpata rocciosa che si presenta come un vasto altopiano dalle pareti verticali, che emergono improvvisamente dalla steppa circostante. Le pareti di Tsagaan Suvarga colpiscono per le loro stratificazioni multicolori, modellate dall’azione incessante degli agenti atmosferici. Un tempo, infatti, questa regione era sommersa da un antico mare: il progressivo ritiro delle acque ha portato alla luce strati di sedimenti marini, ricchi di minerali, che oggi si manifestano in un affascinante alternarsi di tonalità bianche, rosse, arancioni e ocra. Le forme irregolari, simili a torri, canyon e bastioni naturali, conferiscono al paesaggio un aspetto quasi surreale. Passeggiando ai piedi delle scogliere o lungo i bordi dell’altopiano, si ha la sensazione di trovarsi davanti a una gigantesca opera d’arte naturale, dove il tempo geologico è leggibile strato dopo strato. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
Trattamento: Pensione completa
10Tsagaan Suvarga – Baga Gazriin Chuluu
L’ultima giornata nel deserto del Gobi conduce a Baga Gazriin Chuluu, un massiccio granitico che emerge dalla steppa, rompendo l’orizzonte. Rocce modellate in forme bizzarre, con grotte e cavità naturali che si aprono tra i massi. Questo ambiente offre rifugio a diverse specie animali, alcune delle quali in via di estinzione. Il trekking odierno permette di esplorarlo, attraversando valloni rocciosi, passaggi stretti e punti panoramici che offrono ampie vedute sulla steppa. Oltre al valore paesaggistico, il percorso riveste anche un grande interesse storico e culturale. Tra le rocce, infatti, si celano autentiche testimonianze del passato: antiche incisioni rupestri e iscrizioni perfettamente conservate che raccontano la presenza umana in queste terre fin dalla preistoria. Tra queste spicca il celebre petroglifo a grandezza naturale di un cervo, simbolo del legame profondo tra l’uomo e la natura nella cultura antica delle popolazioni nomadi. Questo reperto, inciso nella roccia con sorprendente precisione, rende Baga Gazriin Chuluu anche un vero e proprio museo a cielo aperto. Sistemazione in campo di ger con bagno privato.
Trattamento: pensione completa
11Baga Gazriin Chuluu – Ulan Bator
Oggi ci attende il ritorno nella capitale, attraversando nuovamente gli ampi spazi della steppa, per un ultimo sguardo al paesaggio, prima di ritrovare gradualmente il ritmo e l’energia urbana di Ulan Bator. All’arrivo in città, le visite riprendono con il Zaisan Memorial, monumento commemorativo, risalente al periodo socialista, che celebra l’amicizia tra Mongolia e Unione Sovietica, ornato da grandi mosaici che raccontano momenti chiave della storia mongola del XX secolo. Dalla sommità del memoriale si gode di una vista panoramica sull’intera città, con i moderni quartieri che si estendono lungo la valle del f iume Tuul e le montagne a fare da sfondo. Si prosegue con il Bogd Khan Winter Palace, antica residenza invernale dell’ottavo Bogd Khan, ultima figura religiosa e politica della Mongolia e protagonista del processo di indipendenza del Paese all’inizio del XX secolo. Il complesso, sopravvissuto alle distruzioni del periodo socialista, è riccamente decorato e composto da diversi templi, padiglioni e cortili. All’interno si possono ammirare arredi originali, oggetti rituali, doni diplomatici e opere d’arte che raccontano la vita di corte. La giornata si conclude con un concerto di musica folkloristica, un momento coinvolgente che permette di entrare in contatto con l’anima più profonda della cultura mongola. Canti tradizionali e strumenti tipici danno vita a un momento ideale per salutare il Paese attraverso le sue tradizioni. Sistemazione in albergo.
Trattamento: pensione completa
12Ulan Bator – Italia
Di buon mattino trasferimento in aeroporto e partenza con volo con scalo per l’Italia.
Trattamento: colazione